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Pietre da taglio

10,00 €
Tasse incluse

Autrice: Anna Franceschini - 2021 - ISBN 9788898773534 - Kurumuny

Al suo esordio con Pietre da taglio, Anna Franceschini decide di percorrere una doppia strada compositiva. La raccolta si divide infatti in due grandi capitoli dove vengono collocate le forme della poesia, in uno, e della prosa, nell’altro. In entrambi Franceschini elabora una strada personale nella trattazione di quello che possiamo definire come un caposaldo della poesia femminile contemporanea: il corpo.
Di corpi parla infatti ogni singola traccia di Pietre da taglio. È un elemento fortemente iconico e polarizzato, che nella pluralità della declinazione “la Storia opprime, rinchiude o zittisce quando non lascia fuori inascoltati”, come afferma Caterina Serra nell’introduzione. Un corpo, o più corpi, racconta Anna Franceschini, che si vuole comunque non prettamente femminile, ma appartenente a chiunque sia costretto in uno stato di non libertà, cui sia negata la parola o cui quest’ultima sia indicibile perché non conosciuta, non elaborata. Il luogo-teatro in cui Franceschini ambienta la richiesta di voce e parola, la dichiarazione del corpo al voler esistere come all’autodeterminazione al non volerlo fare, è spesso un ambiente domestico, casalingo. Lo spazio dei bisogni primari – fame, affetto – disillusi o negati, si fa nei testi di Pietre da taglio scena tragica, fonte di agnizione senza risoluzione. Da questo utero buio si pensa di uscire, ma non si esce. Si lotta per la propria autonomia, ma non si trova una sola indicazione di uscita.
Sostenuta da un ritmo serrato e da un montaggio dai risvolti cinematografici, la scrittura di Anna Franceschini si addentra con fermezza nei luoghi oscuri più carichi di riferimenti intimi dando visibilità a quelle che possiamo definire come crepe, tagli. Elementi che si fanno indicazione visibile, nell’impostazione grafica dei testi. Tra le parole, sia in senso orizzontale che verticale, lo spazio grafico si allarga creando uno scollamento, una tensione dove lo sguardo precipita, dove il respiro viene a mancare, in un impedimento a trovare una consapevolezza di sé, una precisa autodeterminazione del proprio essere persona.

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