Dalla preistoria alla storia

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Autore: Emile Marenssin - 2014 - ISBN 9788898926244 - Immanenza

 “Fra l’autunno del 1967 e l’estate successiva, la realtà della rivoluzione mondiale si impose brutalmente. Nell’ottobre crollava in Bolivia il guevarismo, contemporaneamente ultima metamorfosi del leninismo ed espressione più compiuta del terzo-mondismo. Durante il maggio il cretinismo bolscevico veniva spazzato via dal movimento francese che segnava l’inizio ufficiale della rivoluzione comunista. In agosto, la Unione Sovietica si incaricava di demolire con le proprie mani il suo stesso mito, in Cecoslovacchia. Da un giorno all’altro i “gruppuscoli” rivoluzionari occidentali misero nel ripostiglio le lotte di liberazione nazionale.Ma, accecati dalle loro ideologie che tendono a sottomettere la classe operaia alla legge del capitale (rapporto sociale totale), essi furono incapaci di individuare il problema reale che è l’abolizione del salariato. Essi ricaddero generalmente nelle diverse forme dell’operaismo. Nel caso peggiore, ritornarono al terzo-mondismo, ed intonarono le lodi della lotta armata urbana, con lo stesso ardore che avevano messo nel cantare quelle della guerriglia rurale. Certuni, ad esempio la Gauche Proletarienne, tentarono di acclimatare questa nuova strategia qui, sul terreno delle chiacchiere spettacolari. Altri, come la Frazione Armata Rossa – detta “banda Baader” – impugnarono le pistole. Ben presto la violenza delle lotte nei paesi sottosviluppati si rivelò molto lontana e, in definitiva, al di fuori del gioco reale. La Germania Federale impazzisce per la enorme eco conseguente ai gesti, veri o supposti, di un pugno di rivoluzionari. Condannati da tutti coloro che pretendono avere il monopolio del pensiero, questi “forsennati” portano del nuovo. Buttano un fiammifero in una polveriera...”